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CINQUE MEDAGLIE E TRE RECORD PER L'ITALNUOTO
4 16/12/2017 - Bottino ricco per l'Italia al termine della terza giornata di gare agli Europei in vasca corta in svolgimento alla Royal Arena di Copenhagen. Il carniere di arricchisce di cinque medaglie (portando il totale a 10, ndr) arricchite da tre record italiani migliorati. Delusione finale per la staffetta 4x50 stile libero che, ovviamente non aveva i numeri per riconfermarsi campione, soprattutto visto lo stratosferico quartetto olandese che ha dominato stracciando anche il record del mondo, ma che è incorsa in un errore in terza frazione, finendo squalificata. Ma andiamo con ordine. Il primo oro di giornata è per l'olandese Ranomi Kromowidjojo che si aggiudica i 100 stile libero e tempo di nuovo record dei campionati con 50"95, battendo la svedese Sarah Sjoestroem (51"03) e la danese Pernille Blume (51"63). Settimo posto per Federica Pellegrini che con il suo 52"97 è ancora ben lontane dalle sue avversarie. "Sapevo che le prime avrebbero toccato intorno ai 51 secondi; l'obiettivo era la finale e ripartiremo da questo risultato - racconta la 29enne di Spinea, che si allena al centro federale di alta specializzazione 'Alberto Castagnetti' di Verona con Matteo Giunta ed è la primatista italiana in 52'17 - E' stata una bella finale e mi sono divertita. C'era il massimo della velocità mondiale e sono onorata di aver nuotato vicino a tante campionesse. Per la medaglia serviva un miracolo". Il primo squillo azzurro è l'inatteso bronzo di Margherita Panziera nei 200 dorso. L'azzurra con 2'02"43 ha fissato anche il nuovo record italiano. "Non me l'aspettavo. Sono felicissima. Mi sentivo bene, ho approfittato dell'assenza della russa Ustinova che non è entrata in finale. Prima della gara mi sono detta: se son serena ce la faccio. In subacquea devo ancora lavorare tanto, ma ricominciare da questo risultato sarà un grande stimolo. La medaglia mi ripaga dei tanti sforzi compiuti. Sono contentissima" racconta raggiante la dorsista che conquista la prima medaglia internazionale della carriera e porta per la prima volta l'Italia sul podio della specialità.

Primo oro di giornata e terzo complessivo per la regina dei campionati l'ungherese Katinka Hosszu che in 2'01"59 vince davanti all'ucraina Daryna Zevina, argento in 2'02"27. La magiara successivamente calerà anche il poker trionfando nei 100 misti, con il tempo di 56"97. Argento per la svedese Sarah Sjoestroem (57"92) e bronzo per la norvegese Susann Bjoernsen (59"26). Primo oro per la Germania con Philip Heintz nei 200 misti, vincitore in 1'52"41, davanti al greco Andreas Vazaios (1'53"27) ed al norvegese Hvas Tomoe Zenimoto (1'54"16). Oro subito bissato da Franziska Hentke nei 200 farfalla. Per la tedesca 2'03"92, davanti alla nostra Ilaria Bianchi che con 2'04"22 fissa anche il nuovo record italiano che apparteneva ad Alessia Polieri (2'04'37, Netanya 4/12/15). "Sono centista e quasi non ci credo - racconta la bolognese di Castel San Pietro seguita dal tecnico federale Fabrizio Bastelli - ho lavorato bene in gara perché dalla corsia 1 vedevo bene tutte e, prima dell'ultima virata, ci ho messo grinta e rabbia sapendo che potevo arrivare sul podio. Da quest'estate lavoro bene sulla distanza. In batteria non avevo forzato per risparmiare qualche energia. Questa medaglia è fantastica!" dice la 27enne azzurra. Sul terzo gradino del podio la francese Lara Grangeon (2'04"31). Ottavo posto per l'altra azzurra Stefania Pirozzi (2'08"28). La terza medaglia con il terzo record tricolore arriva da Simone Sabbioni, argento nei 100 dorso che con 49"68 migliora il precedente primato che già gli appartenev a, battuto dal russo Kliment Kolesnikov, oro in 48"99. Record mondiale juniores, a sette centesimi dal primato mondiale. "Non covo rabbia per quanto accaduto in staffetta; solo dispiacere ed avevo tanta voglia di divertirmi.

E' stata una gara bellissima. Il tempo non me l'aspettavo. Stavo bene, ero sereno e sorridente prima della partenza. Tornare a questi livelli fa piacere. Ringrazio tutto lo staff che mi ha consetntio di arrivare fin qui. Il russo Kolesnikov spero di rivederlo a Glasgow, agli europei in vasca lunga. Lui è un 2000, nuota da dio; è una bestia. Sarebbe bello confrontarsi" dice il 21enne riminese (Esercito / Swim Pro SS9). Terzo posto per il rumeno Robert-Andrei Glinta (49"99).

Il terzo argento arriva da Gregorio Paltrinieri (Coopernuoto / Fiamme Oro) che deve abdicare rispetto al titolo di due anni conquistato a Netanya col record del mondo di 14'08'06 e chiude al secondo posto i suoi 1500 stile libero dietro all'ucraino Mykhaylo Romanchuk, che vince col terzo crono all time al mondo in 14'14'59. Per SuperGreg - argento anche ai mondiali di Windsor dello scorso anno quando fu battuto dal coreano Park Tae-hwan - chiusura in crescendo in 14'22'93, rintuzzando il ritorno del novergese Henrik Christiansen che finisce terzo in 14'25'66. "Ho dato quello che ho al momento - spiega il 23enne di Carpi, alla sesta medaglia in vasca corta (3 ori e 3 argenti) tra mondiali ed europei - Ho cercato di mantenere la nuotata il più possibile fluida ma dopo 500 metri ero stanco. Mi dispiace perdere un 1500, ma può succedere. Dopo sei anni al centro federale di Ostia e tante vittorie avevo la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, di accrescere i miei stimoli anche in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Ho iniziato un percorso che mi ha portato per dieci settimane in Australia; ci tornerò per altri tre mesi prima di capodanno. Sto crescendo come uomo ed atleta. Non ho rimorsi, né paure e timori; sono certo che l'esperienza che sto facendo mi arricchirà da tutti i punti di vista. Questa sconfitta fa parte di un percorso. Mi fa piacere che abbia vinto Romanchuk. L'avevo sempre sconfitto. Allenarsi insieme la scorsa stagione ha migliorato entrambi. Sono certo che tornerò da Melbourne ancora più forte, che le esperienze acquisite, tra passato e presente, produrranno un mix strepitoso".

Quinta medaglia, e decima in totale, per il bronzo supersonico di Luca Dotto (Carabinieri / Larus) che si scambia il testimone con Marco Orsi (qui ottavo in 21'12 ma secondo a Netanya 2015) e sale per la prima volta sul podio nei 50 stile libero col personale di 20'78 (ritoccato quattro volte in due giorni tra staffette batterie e semifinali). Per Dotto la seconda medaglia europea individuale dopo i 100 stile libero Istanbul 2010 dietro al missile russo Valdimir Morozov, dieci ori continetali nella rassegna, che chiude ancora col record dei campionati di 20'31 (migliorandosi di 14 cemtesimi) a 5 centesimi dal primato mondiale di Florent Manaudou. Secondo l'inglese Banjamin Proud in 20'66. 'Questa medaglia ha un significato molto alto, soprattutto se si valuta una finale con sei atleti sotto i 21 secondi - commenta il ventisettene di Camposanpiero allievo di Claudio Rossetto a Roma. E' stata una delle finali più veloci della storia. Sono riuscito a fare una gran gara e mi sono superato oltre le aspettative. Sono partito da Roma con un personale di 21'25 e sono arrivato a 20'78. Un miglioramento esponenziale che vorrei ora valutare e metter in opera in vasca lunga". Nelle semifinali disputate nel pomeriggio, Fabio Scozzoli e Nicolo' Martinenghi centrano l'ingresso alla finale dei 100 rana. Quarto tempo per Scozzoli con 56"67, ottavo per Martinenghi (57"70). Arianna Castiglioni si qualifica invece per i 100 rana e con 1'05"37 entra con il sesto tempo. Fuori dalla finale per un solo centesimo Martina Carraro (1'05"41).

 


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