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RUBRICA: Calcio-SerieA
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MALAGO' "TAVECCHIO LASCIA, PER LIPPI DT ERA FATTA"
4 19/11/2017 - "Buffon è un gigante, ci ha messo subito la faccia, si capiva che erano lacrime sincere. Si è sempre esposto in prima persona, peraltro sarebbe stato il primo a farne sei di Mondiali, a caldo ha avuto la forza di raccontare il suo momento". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, torna a parlare, ospite di Fabio Fazio a 'Che tempo che fa', su RaiUno, del flop della Nazionale e di un Mondiale mancato che ha messo a nudo tutte le falle di un sistema ormai da riformare. "Nel 1958 - ricorda il numero uno dello sport italiano - perdemmo uno spareggio con l'Irlanda del Nord, le regole erano diverse e il Coni poteva intervenire direttamente. Ora invece può commissionare una federazione ma non ci sono gli estremi tecnico-giuridici per procedere: io ho sempre rispettato la responsabilità soggettiva delle persone, qui si va sul campo della coscienza o, come qualcuno ha detto, della dignità. Chiunque si rende conto che non è il presidente di una federazione che calcia in campo, qui però c'è una vicenda che trasferisce la responsabilità dalla soggettività all'oggettività: quando Conte decise di lasciare la Naizonale per andare al Chelsea, si pose il problema di chi potesse traghettare la Nazionale fino ai Mondiali".

E qui, Malagò rivela un retroscena inedito: "Si pensò a Donadoni, ma era sotto contratto con il Bologna e non si poteva fare. Tavecchio ed io ci siamo sentiti in quell'occasione e c'era l'ipotesi di Marcello Lippi, che aveva fatto trapelare la volontà di tornare dalla Cina. Lo incontrammo, fu chiaro ma disse che non voleva fare il ct ma dare una mano al settore tecnico delle squadre nazionali, per costruire una crescita dell'intero movimento. Diede la piena disponibilità, Tavecchio era molto preoccupato per l'ingaggio, viste le cifre della Cina, ma Lippi fu un gentiluomo e l'accordo fu fatto su basi inferiori a quelle messe in preventivo. Chiese una settimana di tempo per interpellare i tecnici disponibili, e cioè Ventura, De Biasi, Montella e Spalletti. Lippi ritornò e disse che la scelta migliore era Ventura, quello con cui sentiva di potersi confrontare e lavorare perfettamente. Tavecchio e la federazione contrattualizzarono Ventura e poi dieci giorni dopo mi disse che non potevano mettere sotto contratto Lippi perché, avendo il figlio procuratore, c'era una norma che lo vietava. Lippi era dispiaciuto e, a prescindere dalla norma, nel calcio ci sono tante interpretazioni, ma quello che è stato grave è che Ventura si è ritrovato senza Lippi ma con al suo fianco il vice-presidente Ulivieri. Chiunque può farsi un'idea su questa storia. Non serviva essere uno scienziato per capire che l'Italia era nel girone con la Spagna, per la differenza reti dovevamo vincere a Madrid e una volta che vai allo spareggio è sempre un terno a lotto. A noi con la Svezia non era andata male e quando vai fuori, l'eliminazione si ripercuote su tutto il movimento, con problemi anche economici, visto che qualcuno ha parlato di una perdita dell'1% del pil".

Malago' ribadisce come Tavecchio debba dimettersi: "Una parte del mondo del calcio continua ad appoggiarlo? Il perché va chiesto a loro... Per quelle che sono le mie informazioni, si presenterà dimissionario nel Consiglio Federale di domani, che è anche zoppo. Sarebbe un bene anche per lui, umanamente. Però non è che se leviamo Tavecchio e mettiamo un'altra persona risolviamo il problema. C'è un discorso di riforma di campionati, abbiamo più squadre professionistiche di tutti. Onesti definì i presidenti di calcio dei ricchi scemi, in questi anni si sono occupati a dare dei contratti agli stranieri, strapagandoli, senza magari utilizzarli per costruire una casa". Per la panchina della Nazionale si fa il nome di Ancelotti: "Non è disponibile a fare la stampella a nessuno. Potrebbe essere interessato con una situazione ambientale diversa".

 


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