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Calcio: Il Modena non esiste più, radiato dopo 105 anni di storia
4 07/11/2017 - Erano 15 anni fa, sembra un’altra vita o una realtà parallela, quando il neopromosso Modena, fresco di un clamoroso doppio salto di categoria dalla C alla A, si presentava all’Olimpico e in rimonta batteva la Roma di Totti, Montella e Batistuta. Oggi di quella squadra non c’è più niente, oggi il Modena non esiste più. Ieri la squadra non si è presentata al campo per la trasferta a Santarcangelo di Romagna, quarta partita stagionale disertata. E, da regolamento, finisce qui: il Modena, 105 anni di storia sportiva e 28 stagioni in A, verrà radiato dal calcio. La squadra tornerà nelle mani del sindaco Muzzarelli, che avrà otto mesi per trovare un nuovo proprietario che si carichi il fardello di ricominciare da zero, o quasi. Il nuovo Modena, se ci sarà, potrà cambiare intestazione societaria e ripartire dalla Serie D.

I giocatori della prima squadra erano in sciopero, senza stipendio sin dal ritiro estivo. Per evitare la radiazione s’era fatta l’ipotesi di mandare in campo a Santarcangelo la primavera, ma non è accaduto. Del resto, sarebbe stato il prolungare un’agonia iniziata in estate ma dalle radici profonde, da cinque milioni di debiti accumulati nell’era Caliendo che avevano portato all’insolvenza degli stipendi di giocatori e staff ma anche allo sfratto dal proprio stadio, quel gioiellino chiamato Braglia che venne rifatto nel 2003 per il secondo anno in A (con tanto di abilitazione Uefa, usato come casa anche da Juventus e Nazionale).

Da mesi, infatti, il Modena non pagava al comune i seimila euro a partita d’affitto, e sono arrivati i sigilli. La squadra era stata dirottata su Forlì per le gare interne, ma a porte chiuse per ragioni di ordine pubblico. Scaduta la deroga per usare l’impianto romagnolo, il Modena s’è trovato senza campo e sono iniziate le sconfitte a tavolino (Mestre, Albinoleffe e Padova).

Una parte dei problemi economici arrivano proprio dal Braglia, su cui grava da 15 anni un mutuo per la ristrutturazione: l’allora patron Antonio Caliendo aveva smesso da anni di pagare le rate, per un totale di 390mila euro, e il Credito Sportivo si è rivalso sul Comune per 4,4 milioni. Intanto i 390mila sono lievitati a 625mila per interessi di mora. Inoltre il Comune ha anche speso 180mila euro per restauri, accusando il Modena di aver lasciato andare le infrastrutture in malora. Nel 2015 iniziava il caos societario con Caliendo, diventato proprietario unico, che trasferì il pacchetto di maggioranza del Modena dalla Cpl Concordia – finita in disgrazia e con 1 milione di debiti lasciati al club - a una società lussemburghese di cui lui stesso era amministratore (la World Promotion Company). Che, si scoprirà poi, era controllata dalla Cmc Ltd., società offshore con sede nel paradiso fiscale della Isole Vergini.

Dopo tre anni disastrosi, in cui il club intanto retrocedeva in C, Caliendo un mese fa ha lasciato all’imprenditore Aldo Taddeo, arrivato dichiarando che avrebbe salvato la società e si sarebbe tornati presto al Braglia. Ma la situazione non è cambiata, e le altre alternative – una trattativa per l’acquisizione con Carmelo Salerno e una proposta di azionariato popolare – non sono decollate. I debiti sullo stadio non sono stati pagati, i giocatori hanno continuato a non vedere un soldo, e hanno messo in mora la società. Fino all’epilogo.

Il giudice sportivo ha quindi formalizzato l’estromissione del Modena dal campionato di C. Nelle prossime ore Taddeo presenterà istanza di fallimento. I giocatori saranno svincolati e liberi di accasarsi altrove. Poi, se si troverà una nuova proprietà capace d’accollarsi il fardello (Salerno s’è riproposto), entro due mesi dall’inizio della stagione 2018/19, la ripartenza sarà dai Dilettanti, e non da più in basso, grazie al regolamento federale che nel 2014 ha superato il Lodo Petrucci deliberando la generale ripartenza dalla D di tutte le squadre escluse dai campionati professionistici. Ma, per il momento, del Modena Fc resta solo il settore giovanile. In deroga fino a fine campionato, poi saranno titoli di coda.

 


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