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basket: MESSINA "NON FARE COME LA JUVENTUS CONTRO IL REAL"
4 13/09/2017 - Per la terza edizione consecutiva (dopo il 2013 e il 2015), l'Italbasket si presenta oggi (ore 20.30, diretta Skysport 2) ai quarti finale di un campionato europeo. Stavolta però, a differenza delle due volte precedenti, non ci sarà la Lituania a fare da guardia ai cancelli, bensì la Serbia. O meglio, i 222 centimetri di Boban Marjanovic, pilastro su cui poggia la squadra di coach Djordjevic e intorno a cui ruota il talento di Bogdan Bogdanovic. Gli azzurri non varcano le colonne d'Ercole dei quarti dal lontano 2003, quando una Nazionale non certo favorita si arrampicò fino al Bronzo. Nessun paragone, solo dato statistico. Il valore dei serbi può essere espresso in molti modi, dalla posizione nel ranking mondiale FIBA: 3 (Italia 35), all'argento olimpico di Rio 2016, dall'argento mondiale al primato nel girone D (4 vittorie e una sola sconfitta contro la Russia di Shved) dell'EuroBasket in corso. Un serbatoio di talenti che può permettersi di perdere, uno dopo l'altro, Teodosic, Kalinic, Nedovic, Markovic, Raduljica, Bjelica e Jokic senza ridimensionare le proprie ambizioni di medaglia. Il quarto di finale nelle parole del ct Ettore Messina: "La Serbia è senz'altro la squadra più forte che ci è capitato di affrontare in questo Europeo. Siamo fiduciosi ma non dobbiamo commettere l'errore di fare viaggi con la fantasia e pensare di potercela giocare alla pari. Dovremo fare una buona partita e loro dovranno incappare in una serata meno buona, perché se pensiamo di poter giocare contro di loro a viso aperto corriamo il rischio di fare come la Juventus nell'ultima finale di Champions League contro il Real Madrid. La Serbia ha due giocatori, Bogdanovic e Marjanovic, che possono spostare pesantemente gli equilibri, noi dovremo stare con i piedi per terra ed essere accorti. Trovare gli spazi giusti e muovere bene la palla saranno due aspetti fondamentali nell'arco dei 40 minuti. E' una partita importante, e quando ti capita di giocare questo tipo di gare non sei mai del tutto sereno. Anche se hai il piano partita perfetto, poi bisogna interpretarlo al meglio. Sono curioso di sapere come ci presenteremo a questo appuntamento. Detto questo non sono invincibili, certo. Se fossimo ai playoff al meglio di cinque gare darei la Serbia per favorita. In una gara secca invece non si sa mai. Di sicuro questa è una partita che io e i miei giocatori ci ricorderemo per il piacere di averla giocata". Il ct ha poi speso parole d'elogio per Marjanovic, suo giocatore ai tempi di San Antonio: "Boban è un ragazzo gentile e intelligente. Sia fuori che dentro il campo. E' dotato di humor e capisce in fretta cosa c'è da fare sul parquet. Difficilmente va fuori giri. Sa come usare il suo corpo in attacco e in difesa ed è più mobile di quanto si possa pensare. Contrariamente a tanti lunghi sa anche tirare bene i liberi, e per noi questa non è affatto una buona notizia".

"Messina e' un grande, non lo scopro io, ha vinto dove e' andato, ha attraversato Paesi, ha allenato in piazze dove non si vinceva. C'e' tanto di lui, tanto dei suoi collaboratori, e soprattutto del grande impegno di questa Nazionale, che tanti chiamano operaia, io non la definisco. La realta' e' che alla partenza nessuno ci attribuiva di arrivare dove siamo arrivati. E' chiaro che non ci dobbiamo accontentare. Ci sono cinque esordienti, e' chiaro che, come si dice, c'e' il "manico" di un grande allenatore, di un grande psicologo, il grande carisma. Io sono innamorato di Messina. L'allenatore non deve essere soltanto bravo in campo, deve avere carisma e personalita', Messina ce l'ha". Cosi Gianni Petrucci, presidente della Federbasket, intervenuto a "Tutti Convocati" su Radio 24 alla vigilia dei quarti degli Europei contro la Serbia. "Probabilmente a noi ci servono le emozioni di partire con un handicap per caricarci. Io mi ricordo che quando ero presidente del Coni e la Federcalcio era commissariata da pochi giorni da Guido Rossi, partimmo per il Mondiale che vincemmo a Berlino - ricorda Petrucci -. Quando i giocatori erano arrivati ci fischiavano si diceva che non uscivano per firmare gli autografi e usciva solo Gigi Riva. Poi vincemmo quel mondiale, in terra tedesca contro la Germania, e vincemmo la finale ai calci di rigore contro la Francia. La verita' e' che probabilmente a noi servono i problemi. Quando battemmo la Lituania alle Olimpiadi, e nessuno ci dava per favoriti, stavamo sempre in testa e facevamo canestro da tutte le parti. Pero' non voglio dire che domani, siccome la Serbia e' favorita noi vinceremo, questo non lo posso dire. Sto al mio posto, pero' almeno che abbiano un po' di paura dell'Italia". "Sono a Istanbul dove si stanno allenando i ragazzi della nazionale italiana. Quando venni qui da segretario generale la Turchia non rappresentava niente nel basket, la realta' e' che la Turchia non vinceva e adesso vince, anche se non e' entrata nelle prime otto all'Europeo, e anche la Germania, e tante altre realta'. Un po' e' stata la divisione dei Paesi, ma soprattutto gli altri hanno lavorato meglio di noi, ecco perche' ho gia' detto che dopo questo Europeo, comunque andra', dovremo fare un'analisi perche' noi da tredici anni non vinciamo una medaglia, poi pero' nell'attivita' giovanile maschile e femminile siamo i secondi in Europa, allora qualche tecnico bravo ci dovra' fare un'analisi. Noi diciamo che abbiamo gli allenatori piu' bravi del mondo e li abbiamo, i soldi onestamente non mancano e una analisi si deve fare, probabilmente abbiamo anche fatto degli errori", conclude Petrucci.

 


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